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lug 10, 2014 By Articoli Stampa
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La maggior parte delle donne e degli uomini, prima di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica, chiede,
giustamente, al chirurgo “dove saranno le cicatrici e che aspetto avranno?”

Da oltre 20 anni suturo mammelle – e non solo- e posso dire che lo faccio sempre allo stesso modo, con la stessa cura e tempo, e, quando non mi piace, smonto la sutura e la rifaccio! Nonostante questo le cicatrici non vengono tutte uguali.

Perchè? La pelle delle/dei pazienti non guarisce allo stesso modo, e questo dipende da molti fattori: la tipologia di cute, fattori genetici, area anatomica in cui vengono posizionate le ferite chirurgiche.

La pelle che produce cicatrici migliori è sicuramente quella di colore chiaro: quando viene una/ un paziente con pelle chiara e occhi chiari e mi racconta che al mare deve proteggersi molto perchè sotto al sole può ustionarsi, sono sicura che le sue cicatrici saranno di buona qualità.

Le pelli scure, e, in modo particolare quelle di razza nera (che non si ustionano mai se esposte ai raggi solari) tendono più facilmente a sviluppare cicatrici ipertrofiche e, a volte, anche cheloidi.

Ogni area ha le sue cicatrici

La pelle delle palpebre è sicuramente privilegiata; è una pelle sottile che, in grado di produrre cicatrici visibili solo da occhio esperto.

Invece la cicatrice della rinoplastica aperta? E situata sulla columella e solo un occhio super esperto può identificarla, una volta che si è stabilizzata; cioè dopo 3 mesi al massimo. Un’altra area privilegiata per le cicatrici è quella del cavo ascellare, quando facciamo le mini brachioplastiche.

E che dire delle cicatrici addominali, dopo l’addominoplastica? In genere, come sempre in chirurgia estetica, sono stabili dopo diversi mesi; a volte anche dopo 2 anni. Si possono sempre nascondere sotto ad uno slip e, soprattutto, ne vale la pena, visto che l’addome diventa tonico e giovanile!

Le aree che producono, quasi sicuramente, cicatrici di scarsa qualità (larghe, in rilievo) sono lo sterno, le spalle, e, a volte, gli arti superiori ed inferiori. Nelle mastopessi tutte hanno il terrore che si vedano le cicatrici verticali, ed invece, con il trascorrere del tempo, sono quelle meno visibili. Nell’additiva, la cicatrice perfettamente nel solco è pressoché invisibile.

Fortunatamente poi, in attesa che le cicatrici recenti migliorino spontaneamente, si possono utilizzare accorgimenti: creme, fogli o gel di silicone elasto terapia compressiva, etc.

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